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Pianificazione fiscale di fine anno 2026 per imprese e imprenditori

Per una società con esercizio coincidente con l'anno solare, settembre è uno dei momenti migliori per iniziare la pianificazione fiscale di fine anno. I primi otto mesi consentono normalmente di formulare una previsione ragionevole del risultato economico; allo stesso tempo rimane ancora tempo per assumere decisioni che abbiano una reale motivazione aziendale.

Il principio è importante: pianificare non significa creare costi per pagare meno imposte. Significa conoscere in anticipo il possibile risultato dell'esercizio e verificare se le decisioni che l'impresa avrebbe comunque interesse ad assumere possano essere organizzate correttamente anche sotto il profilo fiscale.

Acquistare un bene inutile esclusivamente per ridurre l'imponibile non crea valore. Anticipare un investimento produttivo già necessario, dopo averne verificato sostenibilità e disciplina fiscale, è un ragionamento completamente diverso.

Il primo controllo è il risultato economico previsto

La pianificazione dovrebbe partire da un preconsuntivo.

Ricavi realizzati, ordini acquisiti, costi ricorrenti, costo del personale, oneri finanziari, investimenti programmati e crediti difficilmente recuperabili consentono di costruire una previsione del risultato al 31 dicembre.

Senza questo passaggio, parlare di “risparmio fiscale” significa ragionare senza conoscere il problema.

Il preconsuntivo serve inoltre a individuare un'altra variabile spesso trascurata: la liquidità. Un'impresa può produrre un buon utile contabile e contemporaneamente avere tensioni finanziarie dovute a crediti non incassati, magazzino o investimenti.

Compenso dell'amministratore e dividendi non sono intercambiabili

Un altro controllo riguarda la remunerazione di soci e amministratori.

Il compenso remunera l'attività dell'amministratore; il dividendo deriva invece dalla qualità di socio e dall'esistenza di utili distribuibili. Hanno quindi natura e disciplina differenti.

La decisione deve considerare almeno ruolo effettivamente svolto, situazione previdenziale dell'amministratore, reddito personale, risultato della società, liquidità necessaria all'impresa e programmi di investimento.

La domanda utile non è “qual è quello che paga meno tasse?”, ma quale combinazione è coerente con la realtà della società e del socio.

Gli investimenti devono precedere il vantaggio fiscale

Nel 2026 sono contemporaneamente operative o in fase di apertura diverse misure per investimenti, innovazione, digitalizzazione e formazione. La presenza di un incentivo non rende però automaticamente conveniente un progetto.

Prima deve esistere l'investimento.

Poi si verifica se quell'investimento possiede i requisiti per un'agevolazione.

Invertire questa sequenza porta spesso le imprese ad acquistare beni o servizi che non avrebbero scelto in condizioni normali.

La struttura societaria non si modifica a dicembre per ridurre le imposte

Holding, società semplice e riorganizzazioni societarie appartengono alla pianificazione di medio-lungo periodo. Non dovrebbero diventare operazioni dell'ultimo minuto finalizzate esclusivamente al risultato fiscale dell'anno.

Una holding può avere senso per organizzare partecipazioni, governance, reinvestimenti e passaggio generazionale. Una società semplice può avere una funzione nella gestione di determinate componenti patrimoniali non commerciali. Nessuna delle due costituisce una risposta automatica al problema fiscale.

La checklist da completare entro ottobre

Per ogni impresa strutturata verificherei: preconsuntivo 2026; liquidità prevista al 31 dicembre; investimenti già programmati; crediti problematici; posizione degli amministratori; utili degli esercizi precedenti; eventuali distribuzioni; finanziamenti soci; previdenza; welfare aziendale ove applicabile; incentivi collegabili a investimenti realmente necessari; struttura delle partecipazioni e operazioni straordinarie già motivate da esigenze economiche.

L'obiettivo non è arrivare a dicembre cercando un costo da sostenere.

È arrivarci avendo già deciso cosa conviene fare all'impresa.

Cosa fare ora

Settembre e ottobre dovrebbero essere utilizzati per predisporre un preconsuntivo fiscale e finanziario delle società più rilevanti. Le decisioni che emergono devono essere documentate e valutate per la loro effettiva utilità economica prima ancora dell'eventuale beneficio tributario.

Questa è pianificazione fiscale lecita. L'utilizzo artificioso di operazioni prive di sostanza economica per ottenere vantaggi fiscali indebiti appartiene invece a un ambito completamente diverso e non deve essere confuso con una corretta attività preventiva.